Distesa sulla sabbia, mi rilasso e intorno la luce si spegne. Guardo morire un giorno e, insieme, una stagione. Un tramonto d'ottobre che filtra attraverso il mio corpo. Che vi sia un nuovo giorno dopo il tramonto, nuova vita dopo la morte....
Ha freddo, ma non è stanca. La vita non la consuma, lo sguardo fiero e sempre viglie. E' una guerriera pacifista che ha conosciuto la guerra, è una donna di pietra che il vento sbianca e non corrode.
Potrebbe essere una poetessa maledetta, curva sulla scrivania, che respira l'aria insana di una sigaretta di marijuana.
E' soltanto la sottoscritta, curva sulla scrivania, che studia per un esame, con la sua Bic in mano...
Le mie unghiette appena smaltate fanno tanto dark, jeans e AllStar fanno tanto grunge. Stupida come foto, accozzaglia di rockluoghi comuni...però mi piaceva l'idea e in fondo -discretamente-mi rispecchia

Ovviamente anche qui nemmeno un sorriso. E non è nemmeno una delle mie pose migliori. Ma questi "falsi" punti luce rendono tutto così surreale...

Forse è la luce o la scarsa qualità dell'immagine, ma la figura è piatta, come quella di un quadro antico. Lo sfondo è scuro(ma la parete era bianca!). Ma è quel ricciolo fuori posto a rendere il tutto ancor più inquietante e quell'espressione....è proprio quella che cercavo: spenta, un po' hippy, un po' malinconica...

Scattata dal finestrino posteriore dell'automobile di papà-in autostrada. Non ho resistito a quelle nuvole basse-a quei colori. Una delle mie foto più "solari", nonostante si tratti di un tramonto, momento triste per antonomasia.
Non riesco a liberarmi da quel velo di malinconia che avvolge ogni mia creatura...

Foto alla quale sono molto legata. Movimento, velocità. Come un fantasma, la donna tra gli alberi...ma è solo una passeggera-ignara. L'Intercity Torino-Reggio Calabria correva tra Roma e Pisa...volevo solo guardare fuori dal finestrino...